“Attività di multisensorialità durante l’epidemia”

Il lavoro pedagogico consente di mantenere, anche a fronte di situazioni strutturalmente, socialmente, psicologicamente fragili e a rischio, le condizioni-base, la dignità, la ricerca di una progettualità futura da parte di individui, stimolando in essi atteggiamenti di autostima e comportamenti partecipativi mirati al rafforzamento dell’autostima stessa e dell’autonomia.

Il gruppo multidisciplinare del Presidio RSA Città di Rieti  ha programmato sedute di multisensorialità,  non potendo trascurare, in questo momento particolare, l’emergenza coronavirus che tutti stiamo attraversando: ha quindi deciso di cercare, e di inserire nel tabellone dei loro ricordi e delle loro attività, le notizie più salienti riguardanti la pandemia  ancora in atto.  Ambiente: come di consueto i tavoli erano allestiti con petali di fiori (rose, rametti di piante odorose, rosmarino, menta, lavanda, alloro), il tutto con il consueto sottofondo musicale.  Le piante odorose sono state utilizzate per comporre cartelloni colorati (gialli, verdi, arancioni, rossi), inserendo le loro foto più belle di gioventù e delle festività trascorse insieme  in struttura (Pasqua, Natale, compleanni), inoltre hanno aggiunto le foto del personale socio-sanitario.  Hanno poi completato i cartelloni con ritagli di giornale che evidenziavano la crisi provocata dal virus. Tutto ciò ha entusiasmato gli ospiti, che discutevano e ridevano quasi sempre, in un clima di benessere generale e speranza. A lavoro finito, i cartelloni sono stati appesi, su indicazione degli stessi ospiti, lungo i corridoi del primo piano, in sala pranzo, in sala soggiorno- gioco-tv.

 

L’educazione nell’emergenza, nella crisi ma anche nell’instabilità cronica, deve esprimersi attraverso un insieme strutturato di attività per le quali è possibile indicare criteri chiari.

Le più grandi organizzazioni internazionali (UNESCO,UNICEF, ecc.) individuano i seguenti punti- chiave:

  • offrire risultati tangibili e garantire una continuità del percorso proposto;
  • garantire flessibilità in merito ai tempi, ai luoghi e alle metodologie adottate;
  • focalizzare l’attenzione sui gruppi a maggior rischio di marginalità (anziani)
  • lavorare in coordinamento con gli enti locali, le istituzioni pubbliche, le organizzazioni di volontariato, ecc.  Nelle linee-guida nazionali della Sanità, relative alle attività di riabilitazione, si definiscono queste ultime “azioni ed interventi finalizzati a garantire al disabile la massima partecipazione possibile alla vita sociale, con la minor restrizione possibile delle sue scelte operative, al fine di contenere la condizione di handicap”.
2020-06-13T18:07:05+02:0013 Giugno 2020|

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