Le RSA indenni dalla pandemia 2020

Le RSA sono presidi residenziali territoriali autorizzate dalle Regioni e gestite da privati, destinate all’assistenza sociale e sanitaria, nonché alla riabilitazione di malati ed anziani non assistibili a domicilio.

Le RSA si stanno rivelando oggi le strutture sanitarie più sicure ove portare i nostri cari.

Quanto apparso sulla stampa mesi fa in piena pandemia, ove si additavano le RSA come cimiteri degli anziani, non corrisponde a verità. Purtroppo l’epidemia di Covid-19, al suo primo impatto sul Sistema Sanitario, ha aggredito in modo così violento e rapido le strutture sanitarie del Paese e di tutta Europa che, non solo le RSA, ma gli ospedali pubblici, privati, cliniche, case di cura e strutture socio sanitarie in generale, hanno registrato tantissimi decessi.

Comunque va detto che le RSA, come strutture socio sanitarie più piccole degli ospedali quando ben gestite ed organizzate, hanno mostrato di resistere meglio alla diffusione del virus, tenendo indenni dal contagio ospiti e dipendenti; si contano infatti in ogni Provincia e Regione d’Italia decine di RSA che hanno superato indenni la pandemia durante tutto l’anno 2020, non registrando alcun caso di malattia né tra i propri ospiti, né tra gli operatori  e ciò anche nella nostra provincia di Rieti come la RSA Santa Rufina e la RSA Città di Rieti.

Ma come è stato possibile che alcune RSA non abbiano registrato alcun contagio per tutto l’anno 2020, al contrario di molte altre? Quali metodi e strategie hanno messo in atto per difendersi da un’epidemia cosi contagiosa ed aggressiva?

Da una prima raccolta dei dati, riguardanti centinaia di strutture di RSA e Case di Riposo associate all’ANASTE Nazionale (Associazione Nazionale Strutture Terza Età) e presenti in tutta Italia da Nord a Sud, emergono alcune caratteristiche comuni alle strutture che possono vantarsi di non aver avuto alcun decesso da Covid-19.

Volendo fare una analisi delle strategie poste in essere da queste strutture possiamo sintetizzare alcuni punti comuni e che hanno maggiormente contribuito al loro risultato positivo.

Per semplicità possiamo segnalare quanto posto in essere alla RSA Santa Rufina ed alla RSA Città di Rieti, strutture associate all’ANASTE.

Per semplificare al massimo possiamo dire che i punti focali vincenti, posti in essere nelle due strutture entrambe gestite dalla stessa Società, sono stati: il rispetto puntuale delle norme di protezione e l’organizzazione del lavoro.

Fin dal mese di marzo 2020 nelle due strutture si è attuato.

  • Controllo della temperatura.

Il personale di ciascun nucleo assistenziale (Intensivo, Estensivo, Mantenimento Basso e Mantenimento Alto) controllavano all’inizio e alla fine di ogni turno di lavoro la temperatura degli ospiti ricoverati; Le temperature “sospette” venivano analizzate collegialmente con il Medico Responsabile e Dirigente Infermieristico e nei casi sospetti si procedeva al controllo con tamponi nasofaringei ed eventuale isolamento preventivo.

  • “Blindatura delle strutture”.

Gli ospiti ricoverati venivano sottoposti a tampone nasofaringeo con cadenza ogni 15 giorni.

L’ingresso di nuovi ospiti in struttura avveniva a seguito di tampone negativo; comunque l’ospite veniva posto in isolamento e trattato come soggetto presuntivamente contagiante.

Le visite dei famigliari e amici, previo appuntamento, avvenivano in una stanza appositamente allestita (successivamente stanza degli abbracci), osservando scrupolosamente le norme e indossando tutti i dispositivi di protezione; gran parte del lavoro di relazione con i familiari veniva svolto con le videochiamate attraverso il tablet.

Le uscite dell’ospite dalla struttura per visite specialistiche, accessi programmati, dialisi, ecc, dovevano limitarsi a casi indispensabili e improcrastinabili; al rientro in struttura veniva fatto un tampone di controllo e posti in isolamento per quattordici giorni.

Tutti i dipendenti sono stati sottoposti a tampone nasofaringeo con cadenza ogni quattordici giorni, giacché proprio loro potevano essere i portatori sani e diventare i maggiori killer all’interno della struttura .

Il personale, al proprio domicilio, osservava una convivenza stretta ai soli familiari; ad ogni sospetto di contagio proprio, o del familiare, si rimaneva in isolamento in casa, in attesa di controllo.

Per tutti gli altri visitatori (fornitori, consegna biancheria, farmaci, presidi ecc) non era consentito l’ingresso in struttura e gli incontri avvenivano all’esterno.

 

  • Sanificazione degli ambienti

Le camere, destinate all’isolamento dei casi sospetti, venivano sanificate dopo ogni uscita e prima di ogni entrata di nuovo ospite

Osservazioni . In alcuni casi di malati molto gravi (livello prestazionale intensivo) è stato permesso l’accesso giornaliero di un famigliare, sottoposto a tampone di controllo ogni settimana. Il diritto del morente è stato sempre rispettato consentendo l’accesso dei famigliari (massimo 2) anch’ essi con tampone negativo e muniti di tutti i dispositivi di protezione.

Per tutto il periodo della pandemia, da Febbraio a Dicembre 2020, i ricoveri ospedalieri di pazienti affetti da malattie broncopolmonari sono stati  soltanto 4 su 110 ricoverati nelle due RSA; ciò contrariamente a quanto si verificava negli anni precedenti nei periodi influenzali.

Per quanto riguarda l’organizzazione del personale.

  • Isolamento dei nuclei

Il personale addetto all’assistenza ai vari nuclei (Intensivo, Estensivo, Mantenimento Basso e Mantenimento Alto) hanno conservato, per tutto l’anno 2020, sempre lo stesso nucleo assegnato; ciò consentiva l’analisi certa dei fatti accaduti, il tracciamento dei dati e degli eventi e la possibilità, in caso di contagio, di isolare rapidamente il nucleo.

  • Grande importanza è stata data alla comunicazione.

Affinché essa fosse rapida ed efficace, furono attivati due diversi livelli di gruppi WhatsApp. Il primo gruppo comprendeva la Direzione, il Medico Responsabile, la Direzione infermieristica, l’Assistente Sociale Specialista, la Psicologa e la Segreteria; il secondo gruppo comprendeva il Medico Responsabile, la Direzione Infermieristica, gli Infermieri, i Terapisti, gli Operatori Socio Sanitari.

  • Attivazione della squadra.

Affinché lo svolgimento delle attività assistenziali, terapeutiche e riabilitative si potessero svolgere in sicurezza si affidarono dei compiti precisi ad infermieri, terapisti e ad operatori socio sanitari ( controllo e approvvigionamento farmaci, controllo ad ogni inizio del turno di lavoro delle attrezzature e delle apparecchiature rilevanti i parametri vitali, controllo ad ogni inizio e fine del turno di lavoro la presenza sul carrello visita di quanto necessario, trattamento delle piaghe da decubito, controllo delle cartelle cliniche e consegna ai richiedenti, ecc.)

 

  • Motivazione del personale.

La Dirigenza ed il personale sono stati fortemente motivati nel rispetto delle norme di protezione e nel raggiungimento dell’obiettivo finale. La dotazione numerica del personale, durante l’epidemia, è stata sempre massima; ciò ha consentito che il personale potesse godere regolarmente di ferie e permessi (si sono registrate durante l’anno pochissime assenze per malattia nelle due RSA). L’appartenenza al gruppo dava un senso di protezione reciproca e il personale, dopo ogni mese passato indenne, veniva al lavoro sempre più motivato.

L’obiettivo finale della dirigenza e dei lavoratori, a superare indenni l’epidemia, comportava grande gratificazione morale ma anche un riconoscimento economico.

Comunque il peggio è passato, siamo a Febbraio 2021 ed è iniziata la vaccinazione di massa in Italia contro il Covid-19.

Ancora una volta le RSA sono in primo piano e il Paese ha iniziato la somministrazione delle prime dosi di vaccino Pfizer BionTech proprio agli operatori sanitari degli Ospedali e delle RSA.

Alla RSA Città di Rieti, in via Palmiro Togliatti 20 in Rieti e alla RSA Santa Rufina in Via Salaria n. 1 in Cittaducale – Rieti sono state già somministrate sia le prime dosi, sia le dosi di richiamo agli ospiti ricoverati e a tutto il personale, completando la vaccinazione il 27 Gennaio 2021: dunque gli ospiti ricoverati e il personale di servizio sono oggi sicuramente protetti dal contagio.

Si può quindi affermare che, quando la Regione Lazio avrà completato la vaccinazione di tutte le RSA del territorio, queste strutture oggi saranno le più idonee ad accogliere malati ed anziani in totale sicurezza.

 

 

Rieti, 15 Febbraio 2021

 

Vincenzo Latini

2021-02-15T11:35:24+01:0015 Febbraio 2021|

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