Miracolo alla RSA Città di Rieti

Ospite A.R.C. nata il 09/11/1962

Ingresso RSA Città di Rieti 30/04/2020 – cartella clinica n.155

Diagnosi : Miastenia gravis, Deficit ventilatorio trattato con  tracheostomia, Cardiomiopatia

Dilatativa, Nutrizione enterale.

Anna Rita C.  nasceva a Brindisi il 09/11/1962 era la seconda di tre figli, a soli nove anni perdeva la mamma per un tumore incurabile alla mammella; il padre presto si risposava e lei insieme ai due fratelli  andavano a vivere insieme con la matrigna.

Anna Rita lasciava la scuola all’età di quindici anni, appena compiuta la terza media: occorreva aiutare la famiglia.

Il periodo della sua giovinezza passata a Brindisi era triste, Anna Rita doveva aiutare la famiglia, usciva poco e aveva poche amiche; frequentava una sartoria e si appassionava al cucito e al ricamo.

A quaranta anni lasciava Brindisi e raggiungeva il fratello a Rieti ove si era trasferito un anno prima per motivi di lavoro.

Anna Rita andava a  vivere all’istituto Divino Amore delle suore Clarisse Apostoliche, che all’epoca accoglievano le persone bisognose.

In questi anni passati a Rieti Anna Rita si sentiva compresa e valorizzata, lavorava all’asilo delle suore e soprattutto si dedicava alla sua passione: il cucito e il ricamo, realizzando molti apprezzati “lavoretti”.

Ma la serenità della giovane durava pochi anni per una serie di malattie molto gravi, infatti  nel mese di Maggio 2011 le fu diagnosticato un tumore al Timo per il quale fu sottoposta ad intervento chirurgico e radioterapia ; nel  Settembre 2011 era sottoposta a mastectomia sinistra per tumore con successiva  chemioterapia; nell’anno  2014 asportazione di un polipo endometriale; nell’anno 2016  le viene diagnosticata una forma di Miastenia Gravis, verosimilmente correlata con la neoplasia del Timo ; nel mese di Giugno 2018 tumore del retto, ricovero ospedaliero per  asportazione con successiva chemioterapia.

Provata nel fisico così duramente e amareggiata dalla vita così cruda con lei Anna Rita crollava anche psicologicamente e veniva ricoverata, nell’agosto 2019, all’ospedale di Rieti ove veniva diagnosticata  un’esacerbazione della Miastenia Gravis con  insufficienza respiratoria acuta e concomitante cardiopatia dilatativa. Per tale quadro clinico  la paziente veniva  trasferita al reparto di rianimazione, ove veniva sottoposta ad intubazione oro-tracheale.

Nei mesi successivi era un continuo entrare e uscire dall’ospedale di Rieti (Novembre 2019, Dicembre 2019, Gennaio 2020).

Il 16 Marzo 2020 la paziente entrava all’ ospedale De Lellis per l’ennesima volta per grave crisi respiratoria da Miastenia Gravis, veniva sottoposta ad intervento di tracheostomia e collegata al respiratore artificiale.

Il 30 Aprile 2020 Anna Rita C. entrava alla RSA Città di Rieti, in via Palmiro Togliatti n. 20 ,  alloggiata al nucleo delle terapie  intensive.

Nei giorni successivi al ricovero la paziente appariva vigile, immobile a letto, occhi fissi al soffitto, mal nutrizione calorico-proteica, alimentazione tramite sondino naso-gastrico  e connessa al respiratore automatico.

Ben presto il personale di assistenza si stringeva con affetto intorno a lei, colpito dall’immagine di tanta sofferenza in una ragazza ancora giovane.

L’equipe medica, esaminata con cura la cartella clinica e i molti referti ospedalieri, predisponeva rapidamente un piano assistenziale individuale con la consulenza dei Medici Specialisti dell’ospedale San Camillo De Lellis di Rieti.

Anche i fisioterapisti del nucleo assistenziale intensivo, a lei assegnati, erano molto attivi intorno a lei e iniziarono subito la riattivazione della muscolatura ipotonica ed ipotrofica;  anche l’alimentazione, naso-grastrica veniva seguita accuratamente dal Nutrizionista.

Alla fine del mese di Maggio 2020, dopo un mese circa di cure intense soprattutto per la Miastenia Gravis, il primo miracolo: il sondino naso gastrico veniva rimosso e la paziente iniziava l’alimentazione con acqua gel e pasti frullati , imboccata e accudita con affetto dal personale di assistenza.

Allo stesso tempo i fisioterapisti addetti alla terapia intensiva dopo una attenta valutazione si ponevano come obiettivi :

  • preservare l’autonomia della  paziente,
  • ritardare l’evoluzione dei sintomi e prevenire le complicanze.

La prima fase del trattamento riabilitativo era mirata al mantenimento delle posture corrette (allineamento capo-tronco-arti) frequenti posizionamenti e una mobilizzazione precoce per il mantenimento del ROM (range of motion) articolare.

Nella fase successiva veniva svolto un lavoro di stabilizzazione del tronco con un lungo lavoro per tonificare i muscoli cervicali e dorso lombari e una mattina Anna Rita veniva tolta dal letto e posta seduta a bordo letto.  Quella mattina Anna Rita, così seduta , era felice ed emozionata ,  i suoi occhi brillavano e, anche se la Miastenia Gravis non gli consentiva ancora di muovere le mani ed i piedi,  bastavano gli occhi a trasmettere tutta la sua gioia; i fisioterapisti avevano fatto il miracolo ,Anna Rita cominciava a rinascere.

Il 15 Giugno 2020 , a seguito di visita della pneumologa dell’ospedale San Camillo De Lellis di Rieti, la cannula tracheale veniva sostituita ed iniziava lo svezzamento dalla respirazione meccanica.

Ai primi di Luglio 2020 si  rileva una  saturazione di ossigeno ottimale, pertanto  la paziente veniva “staccata”  dal respiratore automatico ed iniziava a respirare autonomamente in aria ambiente: Anna Rita non dipendeva più da una macchina , ora era libera.

La conquista di questo secondo successo si deve anche alla possibilità di monitorare il tasso ematico di O2 e CO2 grazie all’uso di un emoga-analizzatore di ultima generazione,  apparecchio in dotazione alla RSA Città di Rieti. Questo apparecchio oltre a varie funzioni, documenta  con certezza assoluta la saturazione di ossigeno, anche quando i comuni saturimetri in uso corrente , danno false informazioni.

Entusiasmati da così rapidi miglioramenti l’equipe medica della RSA Città di Rieti, con l’ausilio degli specialisti ospedalieri, ottimizzavano la terapia per la Miastenia Gravis con farmaci innovativi.

Anche il programma fisioterapico era in continua evoluzione e Anna Rita collaborava con grande impegno alla riabilitazione, sopportando in silenzio la fatica e il dolore dei continui esercizi. (foto spalliera)

Arrivava finalmente il momento in cui la paziente lasciava il suo letto e veniva posta in carrozzina.

Per tutto il mese di Luglio 2020 Anna Rita continuava a lavorare con impegno passando al recupero della stazione eretta attraverso esercizi di verticalizzazione alla spalliera, esercizi di rinforzo della loggia anteriore e posteriore degli arti inferiori, esercizi propriocettivi e di coordinazione.

L’assidua costanza nello svolgere le attività di volta in volta proposte cominciava a dare i suoi frutti e nei primi giorni di Agosto Anna Rita con l’aiuto del personale iniziava a muovere i suoi primi passi: era la libertà.

Anna Rita nei giorni successivi acquisiva sempre una maggiore sicurezza e speranza, recuperando i grandi automatismi della deambulazione e stazione eretta; già alla fine di agosto 2020 era in grado di alzarsi dal letto da sola, farsi l’igiene e vestirsi, aiutata con amore dal personale di servizio felice di aver ridato ad Anna Rita la gioia di vivere.

Ma Anna Rita non aveva solo bisogno di riabilitare il suo fisico, aggredito da così tante malattie, ma anche di ricostruire la sua mente, la sua psiche , la sua personalità e così veniva elaborato un Piano Individuale Riabilitativo Sociale dalla terapista occupazionale, dalla psicologa, dall’assistente sociale specialista ,  condiviso con l’intero gruppo multidisciplinare (infermiere, medico , operatore socio sanitario, fisioterapista, dietista).

Il progetto nella prima fase si basava su: riacquisizione e rieducazione delle autonomie base quali vestizione e svestizione, igiene personale ( lavaggio del viso e delle mani, pettinarsi); rieducazione alimentare ( alternanza nutrizione artificiale, cibo omogenizzato).

Nella seconda fase  il progetto riabilitativo si  concentrava per lo più a sviluppare il lato comunicativo- relazionale con gli altri ospiti, ripresa dell’igiene personale, totale ed autonoma (sempre sotto sorveglianza degli operatori).

Gli obiettivi erano quindi:  conoscenza del gruppo sociale all’interno della struttura facendola integrare con gli ospiti più lucidi e cognitivamente attivi, collaborativi, cercando di scoprire gli interessi in comune (con l’aiuto del lavoro di squadra di tutti i professionisti del Presidio RSA Città di Rieti ).

Sviluppare quindi con loro una comunicazione relazionale attiva ( resa però difficile in questa fase da una quasi totale afonia della paziente). Altro punto importante del progetto era la realizzazione di piccoli lavori di uncinetto ( laboratorio di cucito) che poteva aiutare la riabilitazione della motricità fine delle mani  e soprattutto il miglioramento dell’umore giacché i lavori di ricamo erano la sua passione.

Con il passare dei mesi le condizioni cliniche di Anna Rita avevano avuto un miglioramento stupefacente: tutte le autonomie base erano riconquistate , ella era riuscita ad integrarsi socialmente creando un vero e proprio gruppetto, le sue nuove amiche e sorelle.

Con il miglioramento rapido delle sue condizioni fisiche si procedeva all’attuazione degli interventi della terza fase del progetto come attività volte al miglioramento delle funzioni cognitive: realizzazione di un calendario interamente realizzato a mano, lavaggio vestiti ed altre attività di uso domestico. In questa fase Anna Rita realizzava un bellissimo quadro cucito a mano interamente  con fiori e immagini colorate ( attualmente il quadro è esposto all’ingresso della RSA Città di Rieti); Anna Rita collaborava a realizzare le attività legate al periodo natalizio con suggerimenti ed idee proprie e il coinvolgimento di tutto il gruppo di ospiti (realizzazione di biglietti d’auguri disegnanti e cuciti a mano, ricamo di palline polistirolo per l’albero della struttura utilizzando la tecnica dell’uncinetto, decorazione pigne).

Il piano riabilitativo sociale aveva integrato la riabilitazione fisica di Anna Rita ridandole, certezza, voglia di vita e la prospettiva di un futuro.

A completezza della sua riabilitazione psico somatica Anna Rita, portatrice di tracheostomia, era in condizioni di parlare e conversare correntemente, grazie ad uno speciale apparecchio fornito dall’ospedale San Camillo De Lellis di Rieti.

Anna Rita nella struttura aveva ritrovato nuovi amici, sorelle, fratelli: gli ospiti e il personale della RSA era la sua nuova grande famiglia.

Oggi 20 Novembre Anna Rita apparecchia la tavola, aiuta come può gli altri ospiti e specialmente i suoi amici di stanza allettati, collegati ai respiratori automatici e ancora non usciti dal tunnel, non graziati come lei.

Questa storia piena di dolore, tristezza ma anche umanità, voglia di vivere , sconfitte e vittorie può far sicuramente riflettere molto sulla vita ma, restringendo il campo alla nostra attività, ci può sicuramente insegnare che non bisogna mai darsi per vinti.

Con impegno, portando avanti i programmi integrati di un’equipe con diverse professionalità, è possibile ridare “vita” alle persone ed un ruolo importante alle RSA nel recupero di coloro che spesso accedono a queste strutture con molte patologie invalidanti ed anche , spesso, senza speranza.

 

 

Il personale della RSA Città di Rieti

 

 

 

 

 

 

 

2020-12-30T12:20:17+01:0030 Dicembre 2020|

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