PROGETTO “STANZA DEGLI ABBRACCI”

Un tavolo, una sedia, un cesto di frutta e un violino:  di cosaltro ha bisogno un uomo per essere felice?

Albert Einstein

INTRODUZIONE

In questi mesi si è parlato molto della necessità di scalfire il senso di solitudine degli anziani che si trovano all’interno delle strutture, costretti, da mesi e mesi, a causa della pandemia, a rimanere lontano dall’affetto della propria famiglia. Nonostante la RSA Città di Rieti e la RSA Santa Rufina, avessero   messo fin da subito a disposizione tablet utili per le videochiamate (effettuate con cadenza giornaliera e registrate dall’operatore su apposito quaderno), si trattava pur sempre di palliativi, che non potevano certamente sostituire il calore della presenza fisica. Gli anziani sono sicuramente la popolazione più colpita per quanto riguarda il distanziamento dai propri cari imposta dall’emergenza COVID-19.

Il bisogno di contatto fisico non è una necessità solo per chi è costretto a vivere in una struttura, ma con la pandemia e con l’inevitabile crescita del distanziamento fisico, sta peggiorando la condizione di isolamento a tutte le età. La “Stanza degli Abbracci” nasce quindi per permettere al familiare e all’ospite di potersi incontrare in totale sicurezza, all’interno di un luogo protetto, dove potersi scambiare sguardi e carezze, ritrovando il calore di un contatto fisico, attraverso un telo isolante comunicante con l’esterno. Tutto questo si aggiunge alla tecnologia messa a disposizione degli Ospiti e delle famiglie per le video chiamate e delle foto inviate. Questa idea è stata già sperimentata in altri Paesi, come Brasile e Stati Uniti, e ripresa poi dall’Italia partendo, dalle RSA del nord.

OBIETTIVO

L’obiettivo principale della “Stanza degli abbracci” è quello di far convergere ricoverato e congiunto, in un ambiente riservato, nel pieno rispetto delle norme di protezione ed in totale sicurezza, permettendo quel contatto fisico che altrimenti sarebbe vietato dalle norme anti-Covid.

DESCRIZIONE

 In concreto, la “stanza” è stata allestita in uno dei locali a disposizione al piano terra della struttura. Dal soffitto scende una piccola sedia rossa, fatta a mano dai nostri anziani. La sedia è un simbolo di mediazione e ci piace evidenziarne alcuni importanti “significati”: è  infatti simbolo di accoglienza, di rispetto, di responsabilità, ma anche spesso misura e specchio delle difficoltà …Un’altra immagine che fa bene all’occhio, è la chitarra simbolo di musica e di storia. La stanza è separata da uno speciale materiale plastico trasparente,  attraverso cui è possibile stabilire il contatto visivo e uditivo, con i propri familiari. Le postazioni, separate dalla barriera,  una di fronte all’altra, prendono il nome di “emozioni dell’abbraccio”.

A questo spazio si accede da un ingresso esterno, separato, dove sono stati posti un igienizzante e un registro, su cui il familiare appone la propria firma e i questionari di gradimento. Il familiare potrà effettuare l’incontro indossando sempre una mascherina chirurgica. Lo spazio garantisce un’acustica ottima per la conversazione, impedendo però il passaggio di droplet (goccioline di saliva) tra i due interlocutori. Due sedie, distanziate a norma-Covid, sono a disposizione per garantire una migliore comunicazione tra il paziente ed i propri cari. Le visite avvengono su appuntamento; a fine visita, la postazione verrà debitamente sanificata con opportuni preparati disinfettanti.

 Ospiti e familiari, così protetti da eventuali contagi, ritrovano comunque quella sensazione di vicinanza e quell’emozione appagante che sono in grado di aumentare il benessere psico-fisico.

Inoltre, la stanza è stata debitamente “decorata” da disegni e quadri effettuati dai pazienti stessi durante questo periodo di lock down: i disegni richiamano tutti l’abbraccio, con la rappresentazione delle mani che si incrociano e che si toccano, di fiori e di alberi, simbolo di libertà. Sono state messe sul muro fotografie che ritraggono  i pazienti durante le varie attività svolte in questi mesi con gli operatori, foto che richiamano inoltre, i progetti svolti (Cinematerapia, Musicoterapia, laboratorio di cucina, realizzazione dell’albero di Natale e delle sue decorazioni, scambio dei doni e multisensorialità…). Sono state inoltre appese una chitarra, simbolo del progetto di Musicoterapia, una sfera di rose rosse, ed una sedia a dondolo, simbolo dell’amore per i nonni e per tutti i propri cari. Come richiamo generale alla “stanza degli abbracci” o, anche meglio, “stanza degli sguardi”, appare sul muro una frase significativa: “si usa uno specchio di vetro per guardare il viso e si usano le opere d’arte per guardare la propria anima”.

 

2021-04-16T10:51:17+02:0029 Marzo 2021|

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